Songea: la missione di valutazione

14 02 2013

Dal 23 gennaio al 2 febbraio sono stata in Tanzania per la missione di valutazione, finalizzata alla constatazione dell’andamento generale del progetto Songea fino ad ora e alla pianificazione delle attività previste per il secondo anno. Durante il mio soggiorno ho visitato tutti i villaggi beneficiari (sei in tutto), ho potuto vedere i demo plot, gli orti e i pozzi realizzati fino a questo momento e ho avuto modo d’incontrare quasi tutti gli attori coinvolti nella collaborazione.

Immediatamente è emerso l’entusiasmo dimostrato nei confronti delle attività di formazione (riguardante gli aspetti della nutrizione, della manutenzione dei pozzi e della conservazione e sfruttamento delle risorse idriche). Come previsto, anche la vera e propria realizzazione dei pozzi, dagli scavi alla messa in funzione, ha riscosso molto interesse per via dell’abbattimento dei limiti  -a cui gli abitanti delle zone rurali erano costretti a sottostare in precedenza – che l’intero lavoro ha permesso. Per quanto riguarda l’aspetto puramente agricolo del progetto, invece, il discorso è leggermente diverso. Nonostante la sua indubbia utilità, il lavoro con i demo plot e gli orti ha riscontrato alcune problematiche dovute all’iniziale ritardo delle attività che, per il raggiungimento di un risultato proficuo, avrebbe dovuto coincidere in parte con la stagione delle piogge. Del resto, lo scopo della missione di valutazione è anche quello di reindirizzare le risorse dove più opportuno e modellare le attività future sulla base delle esigenze attuali, e la constatazione del ritardo iniziale ci permetterà di ripetere la stessa attività, questa volta con le tempistiche ottimali.

Le aspettative dei villaggi beneficiari per il secondo anno sono in linea con ciò che il progetto intende offrire: replica delle attività agricole, replica delle attività di formazione e avvio delle attività di trasformazione della cassava, con la costruzione e l’allestimento delle Unità di Trasformazione.

Personalmente posso affermare di essere rimasta positivamente colpita dal forte desiderio di partecipazione da parte delle comunità locali, che hanno addirittura mosso delle critiche molto costruttive, rivelando una grande voglia di rendere sempre più proficua la nostra collaborazione. Inutile dire quanto l’accoglienza nei diversi villaggi mi abbia commossa: in ognuno di essi sono stata letteralmente sommersa di regali tra cui quattro galline (vive, naturalmente!), chili di cipolle, cetrioli, peperoni, mango e altri ortaggi. Purtroppo non ho potuto portarli fisicamente con me in Italia, ma ne conservo il bellissimo ricordo!

Maura Musci
Coordinatrice del progetto in Italia

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