Aspettando Leone

19 03 2013

Per quanto lunghe e approfondite fossero state le discussioni nella fase di studio del progetto, per quanto si fosse cercato il massimo del contatto con le comunità dei beneficiari e coi partner locali, per quanto si fossero utilizzate tutte quelle buone pratiche che si studiano all’università, l’inizio del progetto Mihogo-cassava value chain è un po’ simile a un parto. Sarà che non ho mai partorito…sarà anche che è la prima volta che seguo l’avvio di un progetto…sarà che avendoci lavorato fin dalla fase d’identificazione lo sento un po’ mio. Insomma saranno un tutte queste cose messe insieme che mi fanno azzardare questo paragone.
Col parto sicuram07-05-31 kenya kilifi 006ente c’è in comune l’attesa: dopo tante discussioni su cosa prevedere, cosa budgetizzare e altre simili cose asettiche, continuano le discussioni, magari sugli stessi argomenti, ma improvvisamente sono molto più appassionanti.
Forse mischio vita lavorativa e vita privata, ma con un lavoro così coinvolgente come quello del cooperante, è impossibile non farlo! La sensazione di attesa delle prime tre settimane a Kilifi non dipendeva solo dalla voglia di far partire le attività del progetto, ma era legata anche all’incognita sulla possibilità per Sara e Leone di raggiungermi dall’Italia. Oltre alla normale logistica del trovare casa e assicurarne un minimo l’abitabilità, c’erano da seguire tutte le problematiche di sicurezza legate al voto nazionale e, dopo le violenze del 2007, i dubbi erano molti. Fortunatamente tutto si è svolto nella maniera più pacifica possibile e così la mia compagna e il mio bambino di un anno e mezzo hanno potuto raggiungermi nella calda Kilifi.
Adesso che si può veramente partire con le attività si parla della vita vera dei contadini di Ganze (i beneficiari saranno circa 600, sulla carta) e dei lavoratori del CAST.
I lavoratori del CAST! Per fortuna ci sono loro. Dai precedenti progetti sulla sicurezza alimentare a Ganze e dal mitico Wavuvi prendo in eredità un gruppetto rodato e multi-task di 6 persone. La cooperazione inizia da qui, non dalle courtesy visits negli uffici ministeriali di Nairobi, ma dal confronto con Mugira e Faith che per anni hanno lavorato col CAST anche nei villaggi di Ganze, dai suggerimenti di Paul il pilastro dell’amministrazione, dalle richieste di Esther mamma sola con 2 bambini e un lavoro impegnativo da gestire, dalle pillole di saggezza del vecchio Kadenge (l’autista) e della giovane Scholar (l’antropologa).

Filippo De Monte
Capo progetto in Kenya per il progetto Mihogo

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