I primi frutti della nuova strategia di comunicazione in Kenya

29 06 2015

10998309_885192771501332_323706382229931917_nQuando si è immersi nelle attività in un progetto appassionante come il Mihogo, il tempo passa senza nemmeno accorgersene. Per fortuna la nostra communication officer in Italia, Sara Manserra, mi cadenza questo continuo temporale di piani di lavoro, rapporti di attività e budget con la puntuale richiesta di informazioni per il web! Già, ma cosa scrivere questo mese? Nell’imbarazzo della scelta, vado nella stanza a fianco del nostro piccolo ufficio a Kilifi dove Susan (monitoring officer) e Halima (behaviour change specialist) stanno analizzando gli ultimi dati raccolti sulle tendenze delle comunità di Ganze nel consumo della farina di manioca, per cercare ispirazione. Passiamo in rivista tutte le attivitá fatte nell’ultimo mese: raccolta dell’acqua piovana no, perché mancano ancora i filtri a sabbia e voglio scriverne quando la gente comincia a usare l’acqua potabilizzata; l’andamento della stagione agricola di queste piogge lunghe no, perché non sono ancora finite e i contadini stanno ancora piantando e non abbiamo ancora tutti i dati su come è andata la manioca in giro per la contea; la formazione su business planning per microimprese di produzione di farina di manioca no, troppo noioso; la fine della prima parte del ciclo “Resilient Schools” mi tenta, ma poi vedo l’idea, ce l’ho davanti agli occhi!
Halima e Susan sono il motore della strategia di comunicazione studiata durante la missione di Sara a febbraio e che sta dando i primi frutti in questo periodo.
A inizio giugno abbiamo lanciato il sito keniota del CAST, Leggi il seguito di questo post »





Maggio di piogge e attività a Kilifi

27 05 2015

Vitengeni Primary, May 2015 (2)Maggio, mese di piogge a Ganze. E come le piante, gli insetti e tutto il resto in natura e nei campi si risveglia e comincia a svilupparsi a ritmi vertiginosi, anche il progetto Mihogo ha avuto un’impennata di attività. Non che stessimo dormendo, sia chiaro, ma con lo stop per le vacanze di Pasqua, aprile ci aveva dato il tempo di respirare prima di rituffarci nel progetto.
Così, stiamo finalizzando i primi 3 sistemi di raccolta dell’acqua piovana con i 3 gruppi che si sono dati più da fare con le attività di trasformazione della cassava: Amani Wajane, Kimbule e Saidia. Ancora una volta la coesione all’interno dei gruppi e la cooperazione con CAST stanno dando i loro risultati. I serbatoi in terra sono stati scavati interamente dai membri dei gruppi, mentre CAST li ha connessi con tecnici che li hanno rivestiti in materiale plastico per impermeabilizzarli e che stanno completando i lavori idraulici. Il tutto sotto la supervisione di Sarah, ingegnere idraulico fondatrice di GreenWater, che sta seguendo questa parte sperimentale del progetto dal design alla sua realizzazione.
Deborah from Dungicha Primary, May 2015Allo stesso tempo, come promesso da Halima nel post di febbraio, l’attività nelle scuole è continuata a pieno ritmo con gli orti scolastici che, con la partecipazione di bambini, genitori ed insegnanti, sono stati zappati e lavorati a mano ed infine piantati con l’arrivo delle scuole; il tutto sotto la direzione della nostra agronoma Elizabeth e con l’apporto fondamentale di Leggi il seguito di questo post »





Amani wajane self help group, vedove con uno scopo

17 04 2015

66Non c’è niente di meglio che raccogliere soddisfazioni derivate dai propri sforzi. Questo non può non addirsi meglio al gruppo Amani Wajane, fondato da vedove che hanno fatto del produrre e vendere manioca (soprattutto farina) nel remoto villaggio di Madamani (Divisione di Vitengeni) la loro attività principale.
Il vigore e il lavoro senza sosta di queste donne eccezionali sono stupefacenti e fanno sfigurare la grande quantità di ragazzi che giornalmente si vedono inattivi sulle strade che i contadini di più esperienza conoscono palmo per palmo.
Tutto iniziò quando le donne rimasero vedove, senza lavoro e con l’intera famiglia a carico. “Quando mio marito morì mi lasciò con i bambini piccoli, ero devastata. Non sapevo cosa fare e da dove iniziare. Ero depressa e senza speranza. Ma da qualche parte dentro di me sapevo che il potere di cambiare il mio destino e quello dei miei figli era nelle mie mani. Dovevo prendere l’iniziativa, velocemente. Sapendo che non avrei potuto fare molto da sola, raccolsi 7 altre donne con cui condividevo lo stesso tipo di esperienza e insieme fondammo il gruppo Amani Wajane (vedove pacifiche)” racconta Raheli Mwenda Charo con un leggero sorriso di chi ha passato tempi duri.
Senza una vera educazione scolastica o professionale, ma dotato di un grande pezzo di terra, il gruppo si rivolse all’agricoltura. Quando, all’inizio del 2013, il progetto Mihogo di CAST presentò le varietà di manioca Shibe e Tajirika, il gruppo, già impegnato nella produzione di mais, apicoltura e allevamento di capre galla, non esitò ad accoglierle tra le loro attività agricole. Leggi il seguito di questo post »





Un anno vissuto…

22 12 2014

Dal Kenya ci arrivano impressioni e sensazioni di un anno vissuto … laboriosamente!

ziwani primary school 04-04_agronomy“Il 2014 è finito. L’ufficio del CAST di Kilifi, per tradizione, chiude dalla settimana di Natale fino a gennaio, così io rimango solo a scrivere rapporti su quanto fatto in quest’anno da spedire all’ufficio in Italia, donors e partners.
Non mi dispiace: è un modo di mettere insieme le idee, avere il tempo di riflettere fuori dalla routine travolgente delle attività di campo e pensare a come mettere in pratica al meglio i piani per il 2015 fatti insieme allo staff nelle ultime settimane. Il tutto in un ritmo più umano in cui riesco anche a fare qualche bagno con Leone e Sara.
Solo al pensiero della tranquillità dell’ufficio chiuso, la fatica passa e rimane la soddisfazione di avere fatto partire tante piccole attività legate alla coltura della cassava che nell’insieme fanno intravedere un’economia di scala per gli oltre 400 produttori partner del progetto. Già si vedono i frutti con gruppi di contadini e singoli produttori che cominciano ad avere stock interessanti di cassava essiccata pronta ad essere trasformata in farina, nei campi 500 tonnellate di grossi tuberi pronte al raccolto di febbraio e l’attesa della superficie coltivata a cassava, a scapito della coltura del mais, in aumento esponenziale nella Sotto-Contea di Ganze.
Quasi quasi non vedo l’ora che inizi il 2015, per vedere iniziare il nuovo ciclo “Resilient Schools” che abbiamo messo a punto e vedere come i contadini useranno i canali di commercializzazione che gli stiamo suggerendo.”

Filippo De Monte
capoprogetto del Mihogo-Kenya

“Nel secondo semestre dell’anno, abbiamo lavorato all’elaborazione della guida metodologica “Resilient School”, con l’intento di rafforzare la capacità delle scuole di creare sistemi di produzione alimentare biodiversi e resistenti agli stress climatici. E’ stato un lavoro d’équipe, in cui ho riscoperto il piacere di scrivere, disegnare, pensare all’ambiente, condividere pratiche sostenibili che mettano le basi al lavoro di Cast nell’educazione ambientale e nutrizionale nelle scuole primarie delle zone aride e semi-aride.”

Sara Crippa
indispensabile ed essenziale collaboratrice del progetto Mihogo-Kenya





In Kenya si cucina!

29 11 2014

CAST ha organizzato un training sulla preparazione di prodotti a base di farina di cassava, realizzato a Bamba il 13 e 14 novembre e a Vitengeni il 17 e 18 novembre.
IMAG1643Questa formazione era rivolta ai membri della comunità nella speranza di incoraggiare più persone possibili ad utilizzare la farina di manioca per cucinare piatti a casa propria; questa infatti non è un’abitudine consolidata. CAST ha deciso di affrontare il problema attraverso la dimostrazione pratica!
La formazione si è tenuta in due giorni: il primo giorno si è parlato del valore nutrizionale della manioca e dei modi di integrarla con altre proteine per ottenere una dieta equilibrata; i partecipanti hanno anche fornito suggerimenti sui cibi reperibili localmente. Quando i formatori hanno accennato alla possibilità di preparare piatti e torte a base di farina di manioca si poteva vedere l’incredulità sulla maggior parte dei volti dei partecipanti poiché ritenevano che la manioca fosse adatta solo per essere bollita e mangiata con il tè!
Fatto salvo poi sostituire l’espressione dubbiosa con una decisamente appagata, una volta assaggiati i prodotti preparati il giorno successivo. Il secondo giorno infatti è stata quasi una festa! Sono stati preparati piatti come l’ugali, il chapati e il porridge e sono state fatte torte e biscotti, per dimostrare la versatilità della farina di manioca. I formatori forniranno presto le ricette ai partecipanti.
IMAG1597Mentre i partecipanti assaggiavano i prodotti si potevano sentire i loro commenti: “Eh, Eriminamwenzangu, Leggi il seguito di questo post »





Di nuovo al lavoro

17 09 2014

chipping cassava 21-08-14Non saranno in molti ad avere sentito la mancanza del mio post mensile, tutti occupati come eravamo a goderci l’estate. Comunque, per chi non lo sapesse, sono stato in vacanza, 3 settimane in Italia, durante le quali sono riuscito anche a passare per 5 giorni dall’ufficio del CAST a Laveno per lavorare un po’. Giusto il tempo per discutere dal vivo sulla progressione delle attività del progetto Mihogo e dei piani futuri, rinfrancati dalla notizia del sostegno economico da parte del programma di sviluppo agricolo keniota in riconoscenza del ruolo di CAST nella filiera della manioca nella Contea di Kilifi, che ci aiuteranno a mantenere alta la qualità delle attività, espandendo il territorio coperto dal nostro lavoro.
E adesso eccomi di nuovo qui, seduto al mio tavolo nella (ancora per poco) fresca Kilifi. Ho impiegato un po’ di giorni a recuperare il filo delle attività proseguite durante la mia assenza, ma oggi sento di essere arrivato ad un punto e quindi mi fermo un attimo a scrivere.
mihogo karai preparation 20-08-14Come già successe l’anno scorso, lo staff ha continuato a lavorare a pieno ritmo, implementando con precisione i piani fatti nei mesi scorsi, ognuno rispettando il suo ruolo, coordinati dal buon Mugiira. Così, sono tornato che la formazione sulle tecniche di trasformazione ha finalmente raggiunto una 50ina di rappresentanti dei 23 gruppi di agricoltori con cui lavoriamo, mentre il primo lotto di 17 grattugie meccaniche ci veniva consegnato, pronto per i test prima della consegna ai gruppi di contadini di Ganze. Leggi il seguito di questo post »





Il behaviour change… del cooperante!

16 06 2014

2014-02-05 08.45.06 - CopiaSta per iniziare un nuovo periodo per il behaviour change, termine con cui nel progetto Mihogo indichiamo quel gruppo di attività rivolte a cambiare i comportamenti alimentari delle comunità beneficiarie nei confronti della cassava, molto legate alla cultura dell’ugali, polenta di mais per niente tradizionale, ma entrata di prepotenza nelle diete della popolazione di Ganze, come segno di “sviluppo”: piatto tipico delle zone più ricche (e più umide) del Kenya, consumare ugali è diventato uno status symbol, per cui le famiglie ricorrono al tubero di cassava solo quando non ci sono proprio più soldi per comprare la farina di mais. Per questo, pur essendo la cassava considerata il “cibo dei poveri” non mancano mai nei campi di praticamente tutte le famiglie della Sub-Contea delle piante della euforbiacea, come misura di emergenza nel caso (frequente) di mancato raccolto di mais, a cui, nonostante le ricorrenti siccità, viene data comunque la priorità nella semina all’insorgere della stagione agricola.

Dopo la battuta di arresto subita ad aprile dopo che Scholar, l’antropologa incaricata del piano di comunicazione verso scuole primarie e comunità per la promozione del consumo di farina di cassava, ha lasciato il suo posto al CAST, maggio e giugno sono stati occupati – su questo fronte – dal lavoro di ricerca della nuova persona che ricoprirà questo ruolo, che, finora, ha portato alla selezione di 8 ottimi candidati che verranno intervistati entro fine mese.

Ma il processo di cambiamento dei comportamenti parte, oltre che dalla consapevolezza del bisogno di cambiare da parte dei beneficiari del progetto, anche da una adozione (quasi un esperimento pilota) da parte degli operatori (in questo caso lo staff di progetto) delle pratiche alternative proposte. E in questo, uno degli anelli più deboli sono sicuramente io: Leggi il seguito di questo post »








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