Firmato l’accordo con Kahingoni Primary School per l’avvio del progetto Pasti Scolastici

29 02 2016

kahingoni_ricreazioneIl progetto Pasti Scolastici a Km 0 (Integrazione di colture tradizionali nelle mense scolastiche per la sovranità alimentare della Sotto Contea di Ganze), finanziato dall’Otto per Mille della Chiesa Valdese è la naturale continuazione in chiave di progetto pilota di due attività del progetto Mihogo: il programma Resilient Schools (8 sessioni di formazione teorica e pratica con i club agricoli di 6 scuole primarie nel 2015 su agroecologia e nutrizione incentrate sulla coltivazione della manioca negli orti scolastici) e la creazione di legami stabili tra i piccoli produttori di manioca e realtà formali del mercato locale.
La scuola primaria di Kahingoni, dopo la partecipazione attiva di ragazzi, genitori e insegnanti nel Resilient Schools l’anno scorso, per questo nuovo anno scolastico è stata selezionata da Halima (la responsabile per CAST a Kilifi delle attività nelle scuole e delle attività di sensibilizzazione per il cambio dei comportamenti) come il partner ideale per il progetto pilota che svilupperà la prima esperienza nella Contea di utilizzo di ingredienti di origine locale nella mensa scolastica.
Fino ad oggi, solo i ragazzi dell’ottava classe, che dormono nelle classi dove di giorno seguono le lezioni in preparazione degli esami di fine anno (a novembre) Leggi il seguito di questo post »

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Uwezo Fish Shop …… si Apre!

19 02 2016

DSC_1389.JPGIl conto alla rovescia è partito e porta con sé un crescente carico di emozione e adrenalina, tanto presso il personale Cast di Kilifi, che tra le donne di Uwezo Women Group!
1° Marzo 2016 è infatti la data prevista per l’apertura dell’Uwezo Fish Shop, la pescheria realizzata grazie al contributo della Chiesa Valdese e il grande impegno delle dodici donne che costituiscono Uwezo Women Group.
A ristrutturazione del negozio ultimata, proprio questa mattina mi sono riunita con alcune delle donne per assemblare i tavoli in acciaio inox e posizionare il frigorifero, acquistati a Mombasa la scorsa settimana. Cinque donne in tutto – compresa la sottoscritta – che per qualche ora hanno deposto i coltelli da filettatura per afferrare cacciavite, bulloni e quant’altro previsto nell’imballo dei tavoli.
Ma le attrezzature non si esauriscono qui; rimane ancora una lunga lista di acquisti da fare, ricevere, installare, inventariare, per prepararci all’ispezione dell’Ufficio della Salute di Kilifi incaricato di rilasciare la licenza di idoneità. Fino ad allora, il mio compito più duro sarà Leggi il seguito di questo post »





Il tam tam sulla farina di manioca è partito

28 07 2015

JpegL’uso di farina di manioca è una tradizione del passato tra le comunità della sotto-contea di Ganze. In realtà, la maggior parte delle persone la ricorda come una pratica arretrata e arcaica, associata ai propri antenati. Ciò nonostante, il suo impiego è sempre stato limitato a un singolo uso: fare ugali*, comunemente noto come “jora”. Grazie al progetto Mihogo i beneficiari hanno partecipato a una serie di corsi di formazione sul valore nutritivo della manioca e su come realizzare vari prodotti a base di farina di manioca.
All’interno del progetto pertanto è stata organizzata la formazioni di un team, guidato dall’esperta nel cambiamento dei comportamenti del CAST, e costituito da due esperte di economia domestica della Pwani University di Kilifi – la sig.ra Mbogo e la sig.ra Mwasambu, e una nutrizionista dal Ministero della Salute, la signora Rachel. Il team ha realizzato incontri di sensibilizzazione e dimostrazioni di cucina a eventi pubblici, presso le scuole e con gruppi più ristretti. La squadra ha sapientemente insegnato ai partecipanti il valore nutritivo della manioca e come preparare porridge, ugali, chapati*, maandazi*, ciambelle, torte e biscotti, il tutto preparto con miscele fatte di farina di manioca e altre farine come quella di mais, di grano e di miglio.

Nathaniel, del gruppo di auto-aiuto Baraka Magambo, racconta come l’uso della farina di manioca lo abbia aiutato a ridurre i costi. È riuscito a integrare la farina di manioca ai suoi pasti quotidiani mescolandola con farina di mais per fare l’ugali e con farina di grano per fare il chapatti o il maandazi, con un rapporto di 1: 1. “Questa nuova conoscenza è stata molto utile Leggi il seguito di questo post »





Formazione dei formatori sulla gestione e la lavorazione del pesce a Kilifi

27 07 2015

training4trainers_lu15In Kenya il CAST sta portando avanti il progetto “Mama Karanga – le donne della pesca per la sovranità alimentare”: avviato a marzo2015 e della durata di circa un anno, il progetto ha l’obiettivo di rafforzare le capacità di trasformazione e conservazione del pesce delle donne nel Distretto di Kilifi, attraverso l’approccio intera filiera del pesce.
Per raggiungere il risultato del progetto è stata individuato lo strumento chiave della formazione, utile per migliorare le conoscenze, gli atteggiamenti e le pratiche dei beneficiari rispetto alla manipolazione e lavorazione del pesce. È stato per questo motivo che 6 formatori stati formati grazie ad un corso durato due giorni, il 9 e il 10 luglio.
La formazione si è basata su: “Manipolazione del pesce, qualità e processamento: manuale sulla formazione e sui formatori delle comunità” – una pubblicazione del programma di Smartfish del IOC*. Il training dei formatori si è strutturato con una sessione iniziale sulle buone pratiche di formazione, cioè la preparazione e la gestione della formazione per adulti. Il resto della formazione è stato organizzato secondo i temi rilevanti del manuale che comprendono: il deterioramento del pesce e la valutazione della qualità, l’igiene personale, l’uso del ghiaccio, i requisiti in materia di igiene durante la pesca, l’igiene e il trattamento del sito di lavorazione, la distribuzione del pesce trasformato , la produzione di pesce congelato di buona qualità, il trasporto del pesce ela vendita di pesce.
Si prevede che le persone formate in questo training passino le competenze acquisite ai beneficiari del progetto durante una formazione che si terrà i primi di settembre.

*Si tratta del “Programm for the Implementation of a Regional Fisheries Strategy for the Eastern and Southern Africa – Indian Ocean Region (IOC-SmartFish) – Programma per l’attuazione di una strategia regionale della pesca dell’Africa orientale e meridionale – Regione dell’Oceano Indiano (IOC-Smartfish) (n.d.t)

Abraham Wangila
Fisheries expert





Maggio di piogge e attività a Kilifi

27 05 2015

Vitengeni Primary, May 2015 (2)Maggio, mese di piogge a Ganze. E come le piante, gli insetti e tutto il resto in natura e nei campi si risveglia e comincia a svilupparsi a ritmi vertiginosi, anche il progetto Mihogo ha avuto un’impennata di attività. Non che stessimo dormendo, sia chiaro, ma con lo stop per le vacanze di Pasqua, aprile ci aveva dato il tempo di respirare prima di rituffarci nel progetto.
Così, stiamo finalizzando i primi 3 sistemi di raccolta dell’acqua piovana con i 3 gruppi che si sono dati più da fare con le attività di trasformazione della cassava: Amani Wajane, Kimbule e Saidia. Ancora una volta la coesione all’interno dei gruppi e la cooperazione con CAST stanno dando i loro risultati. I serbatoi in terra sono stati scavati interamente dai membri dei gruppi, mentre CAST li ha connessi con tecnici che li hanno rivestiti in materiale plastico per impermeabilizzarli e che stanno completando i lavori idraulici. Il tutto sotto la supervisione di Sarah, ingegnere idraulico fondatrice di GreenWater, che sta seguendo questa parte sperimentale del progetto dal design alla sua realizzazione.
Deborah from Dungicha Primary, May 2015Allo stesso tempo, come promesso da Halima nel post di febbraio, l’attività nelle scuole è continuata a pieno ritmo con gli orti scolastici che, con la partecipazione di bambini, genitori ed insegnanti, sono stati zappati e lavorati a mano ed infine piantati con l’arrivo delle scuole; il tutto sotto la direzione della nostra agronoma Elizabeth e con l’apporto fondamentale di Leggi il seguito di questo post »





Mama Karanga: la vita di una trasformatrice artigianale e rivenditrice di pesce

25 05 2015

DSC_0038Una tipica trasformatrice artigianale di pesce è una persona che vive una vita piuttosto difficile e movimentata.
Il termine “trasformatrice di pesce” è forse ampolloso se non addirittura ambiguo considerato il semplice e alquanto diffuso metodo di trasformazione del pesce che queste donne utilizzano. In effetti, la maggior parte delle donne vengono chiamate mama karanga – donna che frigge, nome che deriva dal loro caratteristico pesce fritto, piuttosto comune sulle strade delle cittadine costiere, specialmente nelle ore serali.
Prima che il pesce raggiunga la zona di mercato nel tardo pomeriggio – sera, una dura giornata ha inizio con un “breve viaggio” verso la più vicina zona di attracco dei pescatori – ciò avviene talvolta alle 4 del mattino. Questo “viaggio” ha un chiaro obiettivo che è comprare tanto pesce quanto si riesce a friggerne e venderne.
Una volta raggiunto il punto di attracco dei pescatori, l’attesa per il pesce può essere anche molto lunga – talvolta oltre le sei ore! L’attesa non offre garanzie in quanto tutto dipende da come è andata la battuta di pesca che in loco è praticata dai pescatori in modo artigianale e su piccola scala. Nei giorni peggiori dell’anno, che spesso cadono nei mesi di Maggio, Giugno, Luglio, Agosto e Settembre, le donne ripartono dai landing site con le bacinelle vuote. Succede che nelle giornate di scarsa pesca, le donne siano costrette ad acquistare il pesce nelle pescherie quale seconda migliore opzione. Nei negozi il pesce è venduto a un prezzo più alto, riducendo i margini del loro profitto.
Dopo l’acquisto di pesce presso le pescherie o i siti di attracco, la mama karanga passa alla fase successiva della sua movimentata attività. Questa seconda fase avviene per lo più nelle in case dove il pesce è fritto. La frittura del pesce non è attività per chi è soggetto a facili svenimenti. Leggi il seguito di questo post »





Uwezo Women Group, Abraham, Winnie e tutti gli altri…

15 04 2015

kilifi creekAvete mai provato a digitare “KILIFI” su un qualsiasi motore di ricerca? Io si! Lo feci poco prima di partire, ormai due anni fa e la sorpresa non era stata poca nello scoprire lo splendore ambientale che caratterizza questa cittadina della costa keniota: affacciata sull’oceano indiano, gode della presenza di larghe spiagge di sabbia bianca e della barriera corallina, distante poco meno di 1 km dalla riva; insediata su una pittoresca insenatura circondata da foreste di mangrovie, nota come Kilifi creek, dove le acque dell’oceano incontrano l’estuario del Goshi river; vanta infine un clima tropicale, caldo umido lungo tutto l’anno, con due brevi stagioni di moderata pioggia.

Più che lo scenario di un intervento di cooperazione allo sviluppo agricolo, mi è sembrato quello di un villaggio turistico o dell’Isola dei Famosi. Adattarsi alla nuova realtà rurale non era stato difficile! E proprio la cittadina di Kilifi ospiterà un nuovo progetto di CAST, nel settore della pesca su piccola scala. Gli elementi necessari a trasformare i bisogni espressi dal popolo della pesca in un progetto di sviluppo rurale ci sono tutti: Leggi il seguito di questo post »








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