Chiude il progetto Mihogo, apre la cooperativa Rimato

13 06 2016

Vitengeni Primary, may 2015Eccoci arrivati alla fine. Siamo stati insieme più di 3 anni, dalle difficoltà iniziali nel far partire le attività tra tutti gli inghippi burocratici, alle soddisfazioni nel vedere centinaia di contadini prima piantare le varietà di manioca con le tecniche che promuovevamo, e poi trasformare i tuberi nella farina alla base dei loro pasti.
In tanti hanno lavorato alle attività che ci hanno portato da una situazione in cui la manioca era vista come il cibo dei poveri e usata solo in situazione di carenza di mais, fino al punto in cui siamo oggi, ovvero in cui i gruppi di contadini hanno la capacità produttiva per soddisfare, oltre ai loro bisogni di sussistenza, anche grandi compratori locali come le scuole primarie: il 20 giugno la prima scuola comincerà ad acquistare da un’unione di 4 gruppi di contadini nell’area di Vitengeni il mix di farine di manioca e fagioli con l’occhio per la preparazione del porridge per 400 bambini.
Oltre allo staff di CAST, non posso non ricordare l’apporto dello staff tecnico di campo e dei funzionari del governo della Contea, dai nutrizionisti agli agronomi, che ci hanno sempre supportato a superare gli ostacoli quotidiani, grazie a persone appassionate e preparate, facendo propria la strategia di sviluppo della filiera messa a punto dal progetto Mihogo. Ugualmente fondamentale è stato il supporto da parte dei consulenti intervenuti: il Kenya Agriculture and Livestock Research Organisation per la parte agronomica, Veterinari Senza Frontiere per la valutazione di metà progetto e Green Water per le attività di raccolta dell’acqua piovana. Leggi il seguito di questo post »





Inizia la fase di chiusura del progetto Mihogo

21 12 2015

kilifi_workshop participants 04-12-15Non so quanti di voi si sono accorti del mio silenzio prolungato su questo blog. Non ero in vacanza, ero solo sommerso da una serie di eventi inaspettati e “challenging” (come si usa dire molto in Kenya, quando ci sono dei problemi) in uno dei momenti più critici del progetto Mihogo: l’avvio della fase di chiusura.
Secondo il contratto che abbiamo con il nostro donor principale, l’Unione Europea, dicembre dovrebbe essere stato l’ultimo mese di attività, ma grazie allo sforzo di CAST (visto che l’aggettivo davanti alla parola prolungamento è “non oneroso”, per il donor!), abbiamo ottenuto di continuare le attività fino a maggio, in modo da finalizzare il lavoro di capacity building dei piccoli contadini con cui lavoriamo, soprattutto sugli aspetti di trasformazione e commercializzazione della farina di manioca.
Infatti, durante le missioni di valutazione (di Pietro Venezia di Veterinari Senza Frontiere Italia a Leggi il seguito di questo post »





Tempo di raccolti a Madamani

24 09 2015

Con il progringraziamenti ai membrietto Mihogo che si avvia verso la sua conclusione a maggio prossimo, è tempo di raccolti. E ci sarebbe da preoccuparsi se così non fosse dopo oltre due anni e mezzo di attività.
L’occasione per passare in rassegna tutto quello che si sta raccogliendo si è presentata, ancora una volta, a Madamani, il villaggio di residenza delle vedove membre del gruppo Amani Wajane, in occasione della festa di fine lavori del sistema di raccolta dell’acqua piovana.
Di loro aveva già scritto Susan nel post di aprile, ma il loro impegno nella produzione e promozione del consumo di farina di manioca è veramente esemplare e anche per questo si sono meritate l’attenzione speciale non solo del CAST, ma anche dei media (qui il link alla pagina dello Standard del 19 settembre che parla di loro).
Il gruppo ha raccolto da agosto 2014 ad oggi cinque tonnellate e mezzo di manioca che sono state in gran parte trasformate in farina, per metà consumata dai nuclei famigliari dei membri di Amani Wajane e per metà venduta sul mercato locale a 50 scellini al chilo, sia sotto forma di preparazioni tradizionali (chapatti, maandazi e porridge) che come Leggi il seguito di questo post »





Il tam tam sulla farina di manioca è partito

28 07 2015

JpegL’uso di farina di manioca è una tradizione del passato tra le comunità della sotto-contea di Ganze. In realtà, la maggior parte delle persone la ricorda come una pratica arretrata e arcaica, associata ai propri antenati. Ciò nonostante, il suo impiego è sempre stato limitato a un singolo uso: fare ugali*, comunemente noto come “jora”. Grazie al progetto Mihogo i beneficiari hanno partecipato a una serie di corsi di formazione sul valore nutritivo della manioca e su come realizzare vari prodotti a base di farina di manioca.
All’interno del progetto pertanto è stata organizzata la formazioni di un team, guidato dall’esperta nel cambiamento dei comportamenti del CAST, e costituito da due esperte di economia domestica della Pwani University di Kilifi – la sig.ra Mbogo e la sig.ra Mwasambu, e una nutrizionista dal Ministero della Salute, la signora Rachel. Il team ha realizzato incontri di sensibilizzazione e dimostrazioni di cucina a eventi pubblici, presso le scuole e con gruppi più ristretti. La squadra ha sapientemente insegnato ai partecipanti il valore nutritivo della manioca e come preparare porridge, ugali, chapati*, maandazi*, ciambelle, torte e biscotti, il tutto preparto con miscele fatte di farina di manioca e altre farine come quella di mais, di grano e di miglio.

Nathaniel, del gruppo di auto-aiuto Baraka Magambo, racconta come l’uso della farina di manioca lo abbia aiutato a ridurre i costi. È riuscito a integrare la farina di manioca ai suoi pasti quotidiani mescolandola con farina di mais per fare l’ugali e con farina di grano per fare il chapatti o il maandazi, con un rapporto di 1: 1. “Questa nuova conoscenza è stata molto utile Leggi il seguito di questo post »





I primi frutti della nuova strategia di comunicazione in Kenya

29 06 2015

10998309_885192771501332_323706382229931917_nQuando si è immersi nelle attività in un progetto appassionante come il Mihogo, il tempo passa senza nemmeno accorgersene. Per fortuna la nostra communication officer in Italia, Sara Manserra, mi cadenza questo continuo temporale di piani di lavoro, rapporti di attività e budget con la puntuale richiesta di informazioni per il web! Già, ma cosa scrivere questo mese? Nell’imbarazzo della scelta, vado nella stanza a fianco del nostro piccolo ufficio a Kilifi dove Susan (monitoring officer) e Halima (behaviour change specialist) stanno analizzando gli ultimi dati raccolti sulle tendenze delle comunità di Ganze nel consumo della farina di manioca, per cercare ispirazione. Passiamo in rivista tutte le attivitá fatte nell’ultimo mese: raccolta dell’acqua piovana no, perché mancano ancora i filtri a sabbia e voglio scriverne quando la gente comincia a usare l’acqua potabilizzata; l’andamento della stagione agricola di queste piogge lunghe no, perché non sono ancora finite e i contadini stanno ancora piantando e non abbiamo ancora tutti i dati su come è andata la manioca in giro per la contea; la formazione su business planning per microimprese di produzione di farina di manioca no, troppo noioso; la fine della prima parte del ciclo “Resilient Schools” mi tenta, ma poi vedo l’idea, ce l’ho davanti agli occhi!
Halima e Susan sono il motore della strategia di comunicazione studiata durante la missione di Sara a febbraio e che sta dando i primi frutti in questo periodo.
A inizio giugno abbiamo lanciato il sito keniota del CAST, Leggi il seguito di questo post »





Maggio di piogge e attività a Kilifi

27 05 2015

Vitengeni Primary, May 2015 (2)Maggio, mese di piogge a Ganze. E come le piante, gli insetti e tutto il resto in natura e nei campi si risveglia e comincia a svilupparsi a ritmi vertiginosi, anche il progetto Mihogo ha avuto un’impennata di attività. Non che stessimo dormendo, sia chiaro, ma con lo stop per le vacanze di Pasqua, aprile ci aveva dato il tempo di respirare prima di rituffarci nel progetto.
Così, stiamo finalizzando i primi 3 sistemi di raccolta dell’acqua piovana con i 3 gruppi che si sono dati più da fare con le attività di trasformazione della cassava: Amani Wajane, Kimbule e Saidia. Ancora una volta la coesione all’interno dei gruppi e la cooperazione con CAST stanno dando i loro risultati. I serbatoi in terra sono stati scavati interamente dai membri dei gruppi, mentre CAST li ha connessi con tecnici che li hanno rivestiti in materiale plastico per impermeabilizzarli e che stanno completando i lavori idraulici. Il tutto sotto la supervisione di Sarah, ingegnere idraulico fondatrice di GreenWater, che sta seguendo questa parte sperimentale del progetto dal design alla sua realizzazione.
Deborah from Dungicha Primary, May 2015Allo stesso tempo, come promesso da Halima nel post di febbraio, l’attività nelle scuole è continuata a pieno ritmo con gli orti scolastici che, con la partecipazione di bambini, genitori ed insegnanti, sono stati zappati e lavorati a mano ed infine piantati con l’arrivo delle scuole; il tutto sotto la direzione della nostra agronoma Elizabeth e con l’apporto fondamentale di Leggi il seguito di questo post »





Project Management Team…PMT per gli amici

20 03 2015

Methods of planting cassava on various soil typesScrivo questo post reduce da 4 ore di incontro con il project management team per le attività di CAST nella filiera della manioca nella Contea di Kilifi. Mi perdonerete, quindi, se non sarà tra i più brillanti che ho scritto, ma d’altronde, il mio lavoro è soprattutto riunioni e computer: raramente mi trovo a mangiare insieme alle contadine beneficiarie di progetto polenta di manioca accompagnata dalle sue foglie cucinate come contorno, come durante la missione di monitoraggio della contracting authority di 2 settimane fa.
Questa storia del project management team (PMT per gli amici), è nata grazie al partenariato avviato alla fine del 2014 con il programma ASDSP (Agricultural Support Development Programme) del ministero dell’agricoltura keniota che, in ognuna delle 47 Contee del Paese, ha identificato 3 filiere agricole prioritarie per il loro potenziale impatto sullo sviluppo economico delle fasce più vulnerabili della popolazione. A Kilifi, la manioca, insieme al pollo ruspante (il termine tecnico più appropriato sarebbe brado, anche se per noi europei suona quasi inconcepibile associato al pollo!) e Leggi il seguito di questo post »








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