Chiude il progetto Mihogo, apre la cooperativa Rimato

13 06 2016

Vitengeni Primary, may 2015Eccoci arrivati alla fine. Siamo stati insieme più di 3 anni, dalle difficoltà iniziali nel far partire le attività tra tutti gli inghippi burocratici, alle soddisfazioni nel vedere centinaia di contadini prima piantare le varietà di manioca con le tecniche che promuovevamo, e poi trasformare i tuberi nella farina alla base dei loro pasti.
In tanti hanno lavorato alle attività che ci hanno portato da una situazione in cui la manioca era vista come il cibo dei poveri e usata solo in situazione di carenza di mais, fino al punto in cui siamo oggi, ovvero in cui i gruppi di contadini hanno la capacità produttiva per soddisfare, oltre ai loro bisogni di sussistenza, anche grandi compratori locali come le scuole primarie: il 20 giugno la prima scuola comincerà ad acquistare da un’unione di 4 gruppi di contadini nell’area di Vitengeni il mix di farine di manioca e fagioli con l’occhio per la preparazione del porridge per 400 bambini.
Oltre allo staff di CAST, non posso non ricordare l’apporto dello staff tecnico di campo e dei funzionari del governo della Contea, dai nutrizionisti agli agronomi, che ci hanno sempre supportato a superare gli ostacoli quotidiani, grazie a persone appassionate e preparate, facendo propria la strategia di sviluppo della filiera messa a punto dal progetto Mihogo. Ugualmente fondamentale è stato il supporto da parte dei consulenti intervenuti: il Kenya Agriculture and Livestock Research Organisation per la parte agronomica, Veterinari Senza Frontiere per la valutazione di metà progetto e Green Water per le attività di raccolta dell’acqua piovana. Leggi il seguito di questo post »





Silenzi, staffette e saluti…

10 06 2016

DSCN6343E’ giunta l’ora di tirare le somme: questo mese termina per il Cast il partenariato con Oikos nell’implementazione del progetto Pharo. E come sempre il saluto agli amici con cui si è condiviso un anno nasconde un po’ di malinconia. Inevitabile pensare a quando sono arrivata in Mozambico e non capivo come mai un Paese così ricco di bellezze naturali non fosse rinomato come meta turistica, quando poi insieme ai pescatori in silenzio guardavamo l’orizzonte in attesa della marea,  mi era chiaro il perché: i mozambicani cercano la pace e la pace è timida e non sta sotto alcun riflettore.
L’essenzialità e oserei dire l’immutabilità della popolazione di queste isole dell’arcipelago delle Quirimbas è al primo impatto disarmante, hanno uno spirito lontano e impalpabile, lontano da qualsiasi schema a me conosciuto, ma capace di muoversi da solo, confidente e rispettoso delle persone straniere, che come me vengono a lavorare in progetti di sviluppo.  Sono una persona chiacchierona, ma Ibo, l’isola in cui ho abitato, mi ha insegnato ad amare i silenzi, nelle lunghe e interminabili ore in barca per raggiungere i villaggi dei pescatori, il silenzio ti pervade dentro, e ti fa sentire bene, perché dà ai pensieri un valore nuovo, più intenso. C’è un famoso proverbio africano “un visitatore prudente e accorto apre gli occhi, ma Leggi il seguito di questo post »





Workshop “Le opportunità della carbon Finance per le ONG”

20 04 2016

locandina workshop 5maggio_defIl workshop è organizzato da CAST Ong, insieme a Carbon Sink Group e Politecnico di Milano, e si terrà il 5 maggio presso il Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano, Campus Bovisa, Via Lambruschini 4, Milano, Ed. 25.
A distanza di 5 mesi dall’Accordo di Parigi, si discuterà delle possibilità offerte dalla Carbon Finance nell’ambito dei progetti di cooperazione internazionale e di come il mondo della cooperazione e le aziende private possono collaborare nella definizione di strategie e progetti di mitigazione del cambiamento climatico avvalendosi degli strumenti e delle opportunità offerte dal mercato del carbonio per l’Italia nei paesi in via di sviluppo.
PROGRAMMA:
9:00-9:15  Introduzione e ringraziamenti – Politecnico di Milano e CAST Ong
9:15-9:30  Presentazione UNESCO Chair E4SD – Lorenzo Mattarolo, Politecnico di Milano
9:30-9:45 Presentazione di CAST ong – Ernesto Tega, Presidente CAST Ong
9:45-10:00 Presentazione del progetto fair carbon – CAST Ong e Carbon Sink Group
10:00-10:15  Cambiamenti climatici e carbon finance – Antonio Guiso, Carbon Sink Group
10:15-10:45 Progetti low carbon e energia nei Paesi in via di sviluppo – Jacopo Barbieri, Politecnico di Milano
10:45-11:00 Pausa caffè
11:00-11:30 Cosa rende un progetto valorizzabile attraverso la Carbon Finance. Prospettive di ritorno economico – Ulla Mauno, Carbon Sink Group
11:30-12:00 Progetti di CAST Ong con potenziale componente carbon – Maura Musci, CAST Ong
12:00-12:30 Domande e dibattito
12:30-12:45 Conclusioni: possibilità future per le ONG di progetti Carbon e collaborazione profit e no profit

Il workshop è rivolto a operatori nell’ambito della cooperazione internazionale, fondazioni, aziende del territorio ed enti pubblici.
L’evento è organizzato nell’ambito del progetto “Fair Carbon Percorsi virtuosi di Carbon Finance come strumento di sostenibilità ambientale, sociale ed economica” realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo.





Risultati del progetto Tuchimbe

20 04 2016

DSC00850Il progetto “TUCHIMBE – Miglioramento delle condizioni igienico sanitarie per i servizi di base nel distretto di Songea” si è concluso ormai da qualche mese: i due pozzi costruiti presso il dispensario di Mpandangindo e la scuola di Tanga sono ormai pienamente funzionanti!
Dopo le attività iniziali di consultazione con le comunità locali, per poter definire l’esatta ubicazione dei pozzi e firmare gli accordi con i villaggi, nel maggio del 2015 sono iniziati gli scavi, effettuati a mano e in poco tempo si è arrivati all’acqua. Ai lavori di scavo hanno partecipato, oltre che i tecnici specializzati di SHIPO, anche gli abitanti dei villaggi, futuri fruitori del servizio. Durante lo scavo queste persone sono state formate sulla manutenzione ordinaria delle strutture. Uno dei due pozzi è stato costruito fuori da una scuola, a Tanga, e gli studenti hanno partecipato ai lavori raccogliendo i mattoni e la sabbia, che sono serviti a rinforzare lo scavo.
Per ultimare i pozzi è stata costruita la piattaforma di cemento, è stata installata la pompa manuale a corda e un tank da 1.000 lt è stato posizionato ad un’altezza di 3 metri, collegato a un sistema di distribuzione che porta l’acqua per gravità ai punti di distribuzione. Nella scuola di Tanga i punti di distribuzione sono tre fontane posizionate una presso le latrine, una nel centro del cortile e una vicino all’ufficio degli insegnanti; nel dispensario di Mpandangindo Leggi il seguito di questo post »





Il sale della rift valley

18 04 2016

SAM_0334Grazie ad un finanziamento dell’otto per mille della Tavola Valdese il CAST, insieme alla missione dei Padri del Preziosismo Sangue, sta lavorando con la comunità di Kinhangali nella Regione Singida in Tanzania per il  miglioramento della produzione del sale da cucina. Le donne, in queste zone, producono da secoli il sale lavando le sabbie saline della rift valley e bollendo l’acqua ottenuta fino a completa evaporazione: questo processo purtroppo ha causato una massiccia deforestazione nella zona e gli alberi sono ormai spariti dal paesaggio circostante. In un ambiente così arido e con le piogge che si fanno sempre più rare e concentrate, il taglio della copertura arborea si traduce immediatamente in desertificazione che significa perdita di suolo ‘vivo’ capace di produrre qualsiasi beneficio all’uomo ed al pianeta.  La bollitura dell’acqua salata inoltre porta alla produzione di un sale impuro, ricco di elementi estranei e con un certo rischio per la salute. Per superare questi problemi il CAST ha immediatamente puntato all’utilizzo dell’energia solare per abbandonare l’utilizzo della legna da ardere, ed il conseguente taglio degli alberi, per produrre un sale puro e sicuro per la salute umana. La comunità nel villaggio di Kinhangali ha aderito con entusiasmo a questa iniziativa ed ha collaborato Leggi il seguito di questo post »





Ghiaccio, pesce e relazioni sociali

14 04 2016

DSC_1543Il progetto Mama Karanga è ormai vicino alla chiusura.
L’ultimo giro di formazione è arrivato quasi puntuale e, come da programma, è stato caratterizzato da tanta attività pratica, impegno e sperimentazione. Isaac Baya, il formatore selezionato per la sua lunga esperienza in gestione e controllo della qualità presso molteplici aziende di Mombasa esportatrici di prodotti ittici dell’Oceano Indiano in Europa, è stato investito del compito di adguare la gestione dell’Uwezo Fish Shop a standard di igiene e qualità accettabili.
Come si lavano le mani? Qual è l’abbigliamento adatto a chi lavora in una pescheria? Come si purifica l’acqua e si disinfettano le superfici che andranno a contatto con il pesce? Domande non scontate per chi, fino a oggi, è stato abituato a lavare il pesce in mare e friggerlo per strada.
Nei primi tre giorni di formazione non abbiamo visto circolare neanche mezzo chilo di pesce. Tutta l’attenzione è stata infatti posta sui temi dell’igiene personale, dell’ambiente e degli strumenti di lavoro. Cinque donne provenienti dall’Uwezo Women Group hanno imparato a disinfettare l’attrezzatura a disposizione e a purificare l’acqua, quindi a produrre ghiaccio in qualità, quantità e forma richieste. In una realtà di “piccola scala” come l’Uwezo Fish Shop, il ghiaccio è un elemento fondamentale della catena del freddo. Una volta raggiunto il sito di attracco, il pescato deve essere immediatamente raffreddato a 0°; uno strato di ghiaccio si alterna a uno di pesce all’interno di contenitori isolati termicamente; è quindi spedito in negozio dove sarà lavato in acqua ghiacciata e poi sistemato negli appositi armadi refrigerati. Il ghiaccio ha quindi molteplici funzioni: abbassare  velocemente la temperatura del pesce in arrivo al porto, conservarlo a 0° fino alla consegna in negozio, raffreddare l’acqua di lavaggio, facilitare Leggi il seguito di questo post »





Il gatto nella valigia

18 03 2016

pescato delle donneIl progetto PHARO ha linfa nuova: da quando è arrivato il nuovo capo progetto, sono riprese un po’ di attività che avevano subito delle interruzioni dovute a problemi burocratici, mancando il rappresentante Oikos in loco. Purtroppo anche le attività di pesca avevano subito lo stesso scotto ed erano ferme.
Con l’arrivo del capo progetto sono iniziati i lavori di costruzione dell’Eco-centro a Ibo e dopo uno sprint inziale in cui tutti gli isolani volevano partecipare e prestare la loro manodopera, c’è stato un colpo di arresto e nessuno più voleva lavorare. Ancora una volta non si capivano le motivazioni reali, ma la storia di un gatto raccontata dal nostro capitano della barca ci ha aperto gli occhi. Sosteneva di aver visto uscire da una nostra valigia chiusa, appoggiata sulla spiaggia, un gatto. A questo punto è stato facile scomodare, solo a parole, il “feticeiro” di Ibo. E’ bastato mettere in circolo la voce che il giorno seguente sarebbe venuto in ufficio a togliere il malocchio: da quel momento di gatti che si materializzavano non se ne sono più visti e gli operai sono tornati in cantiere.
Per quanto riguarda la componente di pesca sostenibile, il Parco, nostro partner, ha ritenuto che prima di iniziare i corsi rivolti ai pescatori fosse indispensabile organizzare una tavola rotonda in cui tutti gli attori del settore pesca fossero invitati. Leggi il seguito di questo post »








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